Comunicazione di crisi e politica: ecco i quattro comandamenti da osservare 0

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La comunicazione di crisi in politica è all’ordine del giorno.
In questo articolo ti darò i consigli comandamenti indispensabili per affrontarla e superarla indenne, senza i quali sarà difficilissimo uscire a testa alta dalla bufera che potrebbe intaccare e rovinare per sempre la tua immagine pubblica.

Per capirlo meglio, ti spiegherò prima cosa accade al tuo cervello quando è sottoposto ad un forte stress, ovvero quando all’improvviso si diffonde quella notizia su di te che minaccia il tuo consenso elettorale.

Ti dirò perché non devi prendere nessuna decisione in quel momento. E come fare nonostante ciò a divulgare nel più breve tempo possibile una dichiarazione che ti tiri fuori dalla crisi nel migliore dei modi.

Quando esplode la bomba tutti si aspettano una tua reazione. E tu non puoi restare a guardare.
Devi compiere una scelta, decidere in quale direzione orientare il timone per uscire dalla crisi indenne.
E magari trasformarla in un’opportunità per guadagnare consenso.
Se invece commetti anche un solo errore rischi di farti inghiottire dal vortice.
E poi risalire sarà faticosissimo.

Ma ci si può davvero preparare agli imprevisti?

Certo che sì!
Quello che non puoi fare è consultare la sfera di cristallo per sapere cosa accadrà domani.
Ma, ad esempio, puoi prevedere cosa potrebbe succedere qualora si verificassero alcuni eventi.
E valutare quali sono i rischi che, nello specifico tu, corri. Vediamo.

Cosa accade al nostro cervello quando ci sentiamo minacciati?

Quando ci sentiamo in pericolo il nostro cervello attiva la sua parte più istintiva e primitiva: l’amigdala. Ha la forma e le dimensioni di una mandorla ed ha il compito di gestire l’impatto con le emozioni forti, in particolar modo con la paura. Secondo i neurologi, l’amigdala stimola il nostro istinto più primitivo, quello che abbiamo ereditato dai nostri antenati primati. È insomma quella parte di cervello che in un tempo remoto si attivava per permetterci di difenderci, ad esempio, dall’attacco di una belva feroce.

Il nostro cervello non dimentica.
L’amigdala ancora oggi aiuta a difenderci dai pericoli.
Ma ha un difetto.
Ed è quello a cui dobbiamo stare attenti.

Per poterci permettere di agire in tempi rapidi (pensiamo a quando dobbiamo metterci in salvo da un incendio improvviso) ci segnala il pericolo attraverso l’emozione della paura. Questa sensazione raggiunge la nostra mandorlina in un nano secondo e lei ha il compito di allertarci nel più breve tempo possibile. L’emozione mette in allarme tutto il nostro cervello e lo cattura completamente, per farci pensare solo a come uscire vivi dalla crisi. Gli esperti parlano di un vero e proprio sequestro emozionale.

Il problema è che il sequestro coinvolge anche la parte più razionale del nostro cervello, che risiede nella neo corteccia.
Affinché possiamo reagire velocemente l’amigdala manda i segnali alla neocorteccia che ha il compito di valutare razionalmente come reagire.
Tuttavia il sequestro emozionale e la rapidità del processo, fanno sì che la neocorteccia non abbia il tempo di filtrare bene le informazioni, trasmesse insieme alla paura. E quindi lo fa in maniera un po’ grezza.
Un processo che ci era utilissimo quando i nostri avi si trovavano sotto la minaccia di un pericolo fisico. Ma che oggi potrebbe impedirci di valutare con lucidità gli eventi a cui siamo esposti in tema di comunicazione politica e prendere le decisioni sbagliate.

Ecco perché molti sostengono che quando si è sotto stress non bisogna prendere decisioni.

Ma in politica questo non è possibile.

Quando sei sotto pressione, ad esempio, in campagna elettorale, come la metti con la tua amigdala?

Ecco che entra in gioco l’homo sapiens. Ora che sei consapevole di ciò che accade nel tuo cervello quando sei in pericolo devi assolutamente seguire alcune importanti precauzioni.

Il tuo consulente politico può aiutarti a redigere preventivamente un piano che deve tenere conto di questi

Quattro comandamenti per uscire dalla crisi

  1. Previeni. Traccia sempre i tuoi punti di debolezza, quelli della tua carriera politica e personale.
    Nessuno deve sapere per forza tutto di te. Ma se non metti sul tavolo quello che un giorno, se emergesse, potrebbe rovinarti la carriera, non puoi pretendere che qualcuno ti cavi fuori dai guai senza avere un piano d’emergenza.
  2. Circondati di professioniosti. Se finirai sotto “sequestro emozionale” persone esperte e di fiducia avranno il vantaggio di non essere coinvolte quanto te e, con le loro competenze, potranno fornirti i consigli migliori per uscire fuori dalla crisi.
  3. Prepara le migliori soluzioni agli scenari peggiori. Se ti alleni a reagire ad un colpo che potrebbe essere mortale, i tentativi di metterti in ginocchio saranno un gioco da ragazzi.
  4. Pubblica una dichiarazione. Non far passare troppo tempo dall’esplosione della crisi e fallo solo dopo esserti consultato con persone obbiettive (meglio se sono professionisti preparati ad affrontare la crisi).Se avrai lavorato bene per prevenire sarai pronto ad affrontare qualsiasi imprevisto. E con l’aiuto di un professionista della comunicazione potrai addirittura trasformare la crisi in un’opportunità per guadagnare consenso.

“La parola crisi in cinese è composta di due caratteri.
Uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità”.
John Fitzgerald Kennedy

 


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