Comunicazione e cambiamento: 4 domande a Pietro Raffa sulla Comunicazione Politica Online 0

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Come già scritto in un articolo pubblicato sul mio blog, il mondo della comunicazione è in rapidissima evoluzione e possiamo avere conferma di questo osservando i continui cambiamenti nel panorama social. Questi cambiamenti hanno portato alla nascita di nuove professioni che sono diventate, ormai, fondamentali per le imprese o per i personaggi pubblici che vogliono affermarsi nel Web: il Social Media Manager, il SEO Specialist, il Copywriter, il Content Writer ecc.

Anche la Comunicazione Politica si è dovuta adattare a queste trasformazioni (con qualche resistenza in più) e infatti, oggigiorno, è molto facile trovare alcune di queste “nuove” figure all’interno degli staff politici.

Avrei potuto proseguire in una lunga e interessante (almeno per me e per noi di Fantapolitico.it) disamina del tema ma poi mi sono chiesto: perché non affrontare questo argomento ponendo direttamente le domande a un professionista del settore?

Pietro Raffa, 34 anni, laurea in Relazioni Internazionali e Master in Marketing, è Partner e Responsabile dell’area digital di MR & Associati. Si occupa della definizione di strategie digitali per aziende, partiti politici, istituzioni e associazioni di categoria. È un blogger: ha uno spazio su Huffington Post e uno sull’Espresso. Svolge docenze in Digital strategy presso il Sole 24 Ore (Business School), l’Università Statale di Milano, l’Università Cattolica e all’interno di laboratori di formazione digitale.

Pietro, grazie per la tua disponibilità. Qual è la funzione del Digital Strategist nella Comunicazione Politica?

Grazie a voi per l’ospitalità, Gabriele. In uno scenario in cui ci si informa sempre più attraverso i social e le opinioni si formano in maniera sempre maggiore all’interno del territorio digitale, è indispensabile comunicare in maniera efficace in tutte le piattaforme, vecchie e nuove, in cui si svolge il dibattito politico. La figura del Digital Strategist serve a impostare il percorso più adatto a raggiungere gli obiettivi di comunicazione – digitale e non – prefissati, partendo dall’ascolto della rete, passando dall’elaborazione di contenuti attrattivi per i pubblici individuati e coordinando le azioni di distribuzione dei contenuti stessi.

Quale rischio corre il politico/candidato che decide di non avere nel proprio staff un esperto Digital?

Rischia di collocarsi fuori dal tempo. E soprattutto di incorrere in quegli errori che tendenzialmente commette chi, all’interno di quella che viene definita platform society, si ostina a non farsi affiancare da figure professionali adeguate. Poi, per carità, errare è umano per tutti. Ma sbaglia a monte chi pensa di governare il dibattito adottando vecchi schemi in un mondo nuovo. Cambiano gli strumenti, cambia la mente umana, cambia il modo di recepire e di interagire. E bisogna senz’altro tenerne conto.

L’emergenza sanitaria legata alla diffusione del virus Covid-19 in cosa ha cambiato la Comunicazione Politica?

I trend della comunicazione politica sono inevitabilmente figli dei soggetti protagonisti di un determinato periodo. Quindi la mia risposta è: poco o niente. Se in una fase iniziale si potevano notare uno spirito più unitario, messaggi meno gridati e maggiore prudenza nelle uscite, oggi i protagonisti della nostra vita politica sono tornati ad assumere il ruolo (posizionamento e tone of voice) che incarnavano nella fase pre-Covid, tutt’al più accentuandolo. Chi adottava uno stile istituzionale ha provato a farlo ulteriormente, mentre chi raccoglieva consensi dando risalto ai problemi ha soffiato sul fuoco con più intensità di prima.

Attualmente, qual è secondo te il leader politico che comunica meglio online?

Se ci focalizziamo solo sull’online, bisogna valutare diversi fattori, come gli obiettivi prefissati, l’autenticità nelle azioni e i risultati raggiunti in termini reputazionali (oltre alle interazioni prodotte). Il mix perfetto, in questo senso, è rappresentato da Alexandria Ocasio-Cortez. Incarna ciò di cui parla, arriva al pubblico con pochi messaggi forti e chiari selezionati con accuratezza, raggiunge livelli di engagement altissimi, mantenendo al contempo una reputazione elevata. A prescindere dal giudizio politico che si ha su di lei, l’efficacia del suo approccio comunicativo – nell’ambito in cui ha deciso di muoversi – è innegabile.


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