Narrazione e Movimento 5 Stelle: la scelta del nemico! 0

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C’era una volta…

La politica è narrazione. Noi di Fantapolitico lo sappiamo bene, e più volte ne abbiamo parlato.

La narrazione è da intendersi come un dispositivo conoscitivo e interpretativo della realtà che ci circonda. Tutti abbiamo bisogno di storie, da sempre. Tutti abbiamo bisogno di uno strumento che ci indichi come categorizzare la realtà per ridurne la complessità. Ascoltare storie e raccontarle ci permette di dare senso e significato a quello che viviamo.

Questo la politica lo sa bene, intenta a fare proprie le strutture narrative classiche per creare luci e ombre di un contesto che avremmo difficoltà a capire. Per questo motivo ogni leader che si rispetti, in procinto di affrontare una campagna elettorale, ha una propria narrazione.

Storytelling e Politica

Stiamo parlando dello storytelling, cioè di una vera e propria arte nel creare uno scheletro narrativo usato per comunicare in modo strategico, facendo leva su un ricordo collettivo. Questo implica spingere inevitabilmente sul tasto rosso delle emozioni umane.

L’obiettivo dello storytelling non è convincere il singolo in quanto tale, ma convincerlo nella misura in cui fa parte di un gruppo con il quale condivide un background culturale di appartenenza.

D’altro canto, non è un caso la meticolosità della lettura da parte di Lenin, Stalin e Hitler del libro: Psicologia delle folle di Gustave Le bon, etnologo e psicologo francese che per primo ha cercato di identificare i caratteri peculiari delle masse suggerendo le giuste tecniche per persuaderle e guidarle.

Ad ogni eroe il suo villain

La cosa che appare interessante è notare come la narrazione costruita da ogni politico (o meglio da ogni team che ha alle spalle) possa vedere degli aggiustamenti in itinere sulla base di nuove conoscenze acquisite attraverso i sondaggi.

Un esempio eclatante ci viene offerto dalla comunicazione del MoVimento 5 Stelle che, nelle ultime settimane, è passato dalla lotta feroce contro l’establishment di governo, e quindi il PD, alla nomina di un “nuovo” indiscutibile nemico: Silvio Berlusconi.

Il fatto che sia sceso in campo, di nuovo, ha destabilizzato le fondamenta di una certezza pentastellata: la vittoria elettorale.

Se utilizziamo come filtro lo schema Proppiano della favola che consta di:

  1. Antagonista: colui che lotta contro l’eroe.
  2. Mandante: il personaggio che esplicita la mancanza e manda via l’eroe.
  3. Aiutante (magico): la persona che aiuta l’eroe nella sua ricerca.
  4. Principessa o il premio: l’eroe si rende degno di lei nel corso della storia, ma è impossibilitato a sposarla per via di una serie di ingiustizie, generalmente causate dall’antagonista. Il viaggio dell’eroe spesso termina quando riesce finalmente a sposare la principessa, sconfiggendo il nemico.
  5. Padre di lei: colui che fornisce gli incarichi all’eroe, identifica il falso eroe e celebra poi il matrimonio. Propp ha notato che per quanto riguarda la loro funzione, la principessa ed il padre spesso non sono chiaramente distinguibili.
  6. Donatore: il personaggio che prepara l’eroe o gli fornisce l’oggetto magico.
  7. Eroe o la vittima/il ricercatore: colui che reagisce al donatore, sposa la principessa.
  8. Falso eroe: la persona che si prende il merito delle azioni dell’eroe o cerca di sposare la principessa.

il gioco è semplice, per l’eroe politico è una necessità scegliere il proprio antieroe, costruirsi attraverso  una differenziazione che ricalca lo schema della categoria semantica bene/male:

L’eroe si definisce sulla base del suo avversario, e in politica l’avversario si sceglie in modo strategico.

Quindi who’s the enemy?

Il nemico viene deciso dai sondaggi

È stato interessante il cambio di registro comunicativo del Movimento 5 stelle in concomitanza con la pubblicazione di sondaggi che confermavano il vantaggio del centrodestra. 

E se ad ogni azione corrisponde una reazione… da questo:

ne è derivato questo:

Il buon Silvio, nonostante il pregresso che avrebbe dovuto renderlo inviso alla totalità degli italiani, riscuote ancora grande successo. I sondaggi parlano chiaro: a scontrarsi davvero per il primo posto, saranno proprio i 5 stelle e la coalizione di centro-destra.

La trama della narrazione non è da intessere in modo statico, ma è tessuto vivo da cucire e scucire a mano a mano che gli scenari si aprono.

Essa rimane coerente con un impianto di fondo, ma pronta per essere modificata nelle sue “parti mobili”, cioè nei ruoli che gli attori calzano!

 

 

 

 

 

 

 


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