Come i leader politici ottengono consenso sfruttando le emozioni 0

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Come i leader politici ottengono consenso sfruttando le emozioni. Sono stati giorni infuocati che hanno visto politici impegnati in Parlamento ad enunciare discorsi di fiducia e sfiducia e membri degli staff con la testa immersa nel web per cercare la citazione più efficace, la chiave di volta per il successo dell’intervento.

Per noi addetti ai lavori, il tram-tram a Montecitorio e Palazzo Madama sì è trasformato in una maratona dell’ascolto per scegliere il discorso più incisivo.

Ma chi è il vero interlocutore dei deputati e dei senatori che prendono la parola in aula?

Gli interventi parlamentari servono per manifestare consenso o dissenso rispetto all’esecutivo, nell’atto di svolgere la funzione di rappresentanza dei cittadini.

Tuttavia, al comunicatore e al politico interessano come opportunità per affermare la propria posizione davanti ad un giudice molto più severo: il pubblico dei cittadini del web.

L’intervento, il discorso è materiale utile per l’apparato di comunicazione che segue il politico. La clip dello stesso, può essere destrutturata o utilizzata per intero sui social media. La lunghezza e la scelta del frame sono da selezionare in accordo alle caratteristiche tecniche della piattaforma e alla sensibilità del pubblico su di essa.

Dopo questa premessa, ci chiediamo: l’intervento deve essere necessariamente razionale?

La politica è un pezzo P.O.P.

Non si parla alla ragione, si parla alla pancia.

Nel marketing politico sopravvive una distinzione efficace ai fini della comprensione. Infatti, il modello Lees-Marshment riconosce tre approcci al marketing politico:

  1. POP- Product oriented party. Si tratta di un approccio statico, che presume l’adesione degli elettori perché il programma è “giusto”. Questi detentori della verità non cercano di comunicare il prodotto, cioè il programma. Non cercano un contatto tra il programma e gli elettori. I valori del programma non sono negoziabili.
  2. SOP- Sales oriented party. Questo partito si mantiene fedele alla propria identità avvalendosi, tuttavia, di ricerche di mercato, per definire meglio la propria strategia di comunicazione.
  3. MOP-Market oriented party. Un partito Market Oriented adatta la propria forma e la propria sostanza sulla base della necessità dei segmenti elettorali.

 

Il tempo, la desacralizzazione della politica, l’affermazione del marketing come disciplina e del ruolo dei media, mainstream prima e new in seguito, hanno portato i primi due approcci a soccombere e con essi i partiti che non hanno superato il banco di prova del cambiamento.

L’ultimo approccio è quello che per molti anni, a partire dalla teorizzazione del modello (circa il 2009), si è posto come faro per i naviganti nel mare magnum della comunicazione politica.

Ma oggi, si può parlare ancora di modello M.O.P mettendo al centro il concetto di mercato?

Il marketing in tutta la sua complessità e le sue sfaccettature rimane una disciplina di stampo relazionale e, soprattutto in politica, deve riacquisire questa prospettiva. Complici anche i new media che permettono una continua, incessante attenzione agli attori pubblici, non basta più porsi come obiettivo l’acquisto del prodotto (il candidato, il partito), ma l’instaurazione di un rapporto fiduciario duraturo e basato sull’empatia, la connessione emotiva.

Per la stessa ragione la campagna elettorale non ha più una scadenza, ma è permanente!

Se  i cambiamenti occorsi nel tempo riguardano:

  1. L’utilizzo dell’empatia come strumento
  2. L’attenzione ai personaggi pubblici fagocitata dai new media
  3. La fluidità del concetto di partito (la nascita di movimenti)

allora, la denominazione M.O.P che poggia agli estremi sul concetto di mercato e di partito risulta essere obsoleta.

Ai miei occhi è molto più corretto parlare di modello P.O.P- People Oriented Politics per indicare un approccio teso a comprendere e usare il sentimento popolare, che fa capo non al partito come sovrastruttura, ma al comportamento politico.

In virtù di quanto detto, il discorso diventa il catalizzatore dell’attenzione sul candidato, o meglio sul personaggio che abbiamo deciso di costruirgli addosso.

Come massimizzare i risultati di un discorso?

In prospettiva di riutilizzare lo spezzone dell’intervento parlamentare come materiale di scena, dobbiamo immaginare ogni volta di  dare vita ad una performance.

Sono solo le parole a rendere una performance efficace?

La risposta è no.

I livelli comunicativi da curare sono molteplici

Il piano enunciativo- la parola che da scritta diventa verbale

Su questo piano incidono l’architettura, la coerenza e l’unitarietà del discorso che si innestano all’interno di uno storytelling approvato.

Un discorso in grado di suscitare empatia perché, ricordiamo, il deputato sta parlando più al pubblico a casa che alla platea di colleghi. Abbiamo affrontato diverse volte questo tema, la costruzione di un discorso politico non si improvvisa.

Abbiamo assistito, ad esempio, ad uno spropositato uso delle citazioni. La citazione è sicuramente un gancio utile, ma esistono anche altri metodi per rendere il discorso più people oriented. Quale? L’utilizzo della parabola, di una storia nella storia.

La citazione diventa un espediente autoreferenziale quando se ne usa a bizzeffe e rischia di diventare un vezzo intellettuale vuoto.

Le parole non bastano!

Il piano non verbale e paraverbale

Il piano non verbale concerne il come ci si comporta mentre si enuncia.

Cosa curare quindi?

La mimica, la gestualità, la postura e la prossemica, ma da non trascurare anche il tono della voce.

Molti degli interventi a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi, mentre il governo chiedeva la fiducia, erano discorsi stanchi, obsoleti, senza pathos. Insomma delle cattive performance.

Avere un bel discorso, ma enunciarlo come se si stesse recitando l’AveMaria, in modo automatico e monotono, non serve a nulla! Sicuramente non serve per rafforzare la propria immagine, non serve ai fini di una comprensione né di una immedesimazione da parte del pubblico a casa che ascolta.

 

 

 

 

 

 

 

 


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